Adattamento ragionato

La geometria adattiva è una caratteristica esclusiva delle trince Tierre. Presente su sei gamme di prodotto, consente di aumentare la loro efficienza in modo ragionato.

Quante volte si vorrebbe avere l'attrezzatura giusta per un determinato lavoro?

Quante volte si cerca la polivalenza come soluzione per abbattere i costi di esercizio e aumentare l'efficienza?

Una strada che molti costruttori stanno cercando ma che, in alcuni settori, non tutti riescono a seguire.

TIERRE, costruttore padovano che dal 1963 costruisce macchine per l'agricoltura, si è spinto in questa direzione in un settore estremamente combattuto come quello delle trinciatrici.

 

L'esperienza diretta e il contatto con i clienti ha portato TIERRE a sviluppare una soluzione brevettata che permetta di ottimizzare il funzionamento della macchina in base al suo impiego.

 

In che modo?

 

Cambiando configurazione della camera di taglio secondo 12 diverse forme e combinazioni.

Ognuna ottimizzata per un diverso tipo di lavoro.

Una "GEOMETRIA ADATTIVA" che permette di sfruttare al meglio le potenzialità della trincia in situazioni fra loro molto diverse: dal semplice sfalcio dell'erba all'applicazione come trinciastocchi, alla triturazione dei residui di potatura lasciati a terra.

Un "ADATTAMENTO RAGIONATO" che permette all'utilizzatore di trovare la migliore configurazione possibile per portare a termine le operazioni di trinciatura in modo ottimale rispetto non solo al tipo di lavoro da effettuare ma anche con un importante risparmio di carburante grazie all'aumento dell'efficienza della macchina.

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La gamma TIERRE si compone di numerose famiglie di macchine diversificate in base al settore di utilizzo.

La camera a geometria adattiva si trova sulle trincia TCL Dynamic, TLC Dynamic Super, TCL Master e TCL Pro230, sulle Puma, sulle Pantera e Pantera Reverse.

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Macchine che si rivolgono a una platea di utilizzatori professionali che operano in contesti differenti ma il cui obiettivo comune è di ottimizzare efficienza e qualità della lavorazione.

La geometria adattiva è ulteriormente valorizzata grazie ad altri componenti che fanno dell'efficienza il loro principale elemento distintivo, fra cui il rotore multiaggressivo (bilanciato elettronicamente e con il posizionamento ottimizzato dei coltelli), gli utensili di taglio progettati in modo specifico per le biomasse, la ruota anti intasamento, la doppia scocca della camera di taglio e le fiancate rinforzate.

 

Un insieme di attenzioni precise che nascono dall'ascolto dei clienti e vanno nella direzione di macchine le cui prestazioni sono sempre rapportate alla durata e al consumo di carburante del trattore.

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Il rotore Multiaggressivo si caratterizza per la presenza di 40 utensili di taglio contro i 24 del rotore standard garantendo una massa rotante superiore e un’efficacia di azione di alto livello.

I rotori sono equilibrati elettronicamente e il loro fissaggio alla struttura avviene tramite cuscinetti a doppia sfera oscillante in modo che il loro funzionamento sia lineare e trasmetta meno sollecitazioni possibili alla struttura.

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La geometria adattiva tiene conto di tutti i componenti della macchina facendo in modo che, in poco tempo, possano essere spostati o rimossi in modo da avere una trincia ottimizzata per diversi tipi di materiale.

GEOMETRIA ADATTIVA: non solo forma ma flussi e componenti 

Quando si parla di geometria adattiva si entra molto più in profondità e si va ad agire sui componenti fondamentali della macchina.

 

Le configurazioni possibili arrivano in totale fino a 12 grazie alla possibilità di spostare, rimuovere o regolare vari componenti.

L’efficacia dell’azione di triturazione nella camera di taglio può infatti essere ottimizzata in base al contesto operativo e al tipo di biomassa che si andrà a trattare.

Con l’inserimento di una serie di coltelli posizionati in corrispondenza della zona di uscita si aumenta l’azione triturante con una maggiore parcellizzazione che si apprezza soprattutto lavorando in erba alta.

L’inserimento dei coltelli avviene ruotando meccanicamente sul proprio asse il supporto del raschia rullo.

 

Lo stesso supporto, girato in modo che chiuda maggiormente l’uscita, permette di avere una camera più chiusa che favorisce il continuo circolo delle parti aumentando così i passaggi a contatto con le mazze che svolgono un’azione più intensa.

 

Una modalità che favorisce l’azione con le biomasse a matrice maggiormente legnosa in cui lo stesso attrito fra le parti contribuisce all'efficacia del taglio.

Lo stesso supporto può essere inoltre completamente rimosso oppure spostato nella posizione di massima apertura.

 

In queste due configurazioni della camera di taglio si ha la possibilità di operare con grande velocità di lavoro in contesti dove non è necessario avere una elevata frammentazione della biomassa oppure dove la stessa è molto tenera e quindi non ha bisogno di permanere a lungo nella camera di taglio.

 

Nel secondo tipo di applicazione si ha una velocità di lavoro molto elevata con un significativo aumento dell’efficienza sia in termini di tempo, sia in termini di consumi del trattore.

 

Un’ulteriore possibilità consiste nello spostamento del rullo più vicino all'azione delle mazze del rotore.

Questo fa sì che, in combinazione con la regolazione degli altri elementi, porti ad avere una maggiore triturazione delle biomasse presenti nella camera di taglio con una continua azione pulente del rullo stesso.

Una modalità di lavoro che permette di affrontare in modo efficiente sia biomasse umide che ramaglie e residui di potatura da lasciare sul terreno.

 

La rimozione o il cambio di posizione degli elementi avviene in modo meccanico e l’azione è favorita da una qualità costruttiva e da una semplicità concettuale che agevolano l’interazione con la macchina.

 

Si tratta di un’impostazione di base che aumenta la polivalenza della trincia in modo assoluto permettendo di operare con la stessa efficienza sia in campo aperto, in condizioni in cui è richiesta massima produttività con materiali difficili, sia in frutteti e vigneti dove è richiesta un’azione specifica per i residui di potatura.